La
ricerca storica più avanzata
Nel libro “Sovranità limitata” - Edizioni
associate, pagine 330, lire 24.000 - due cronisti fanno
lezione di storia sui misteri d’Italia. Il sottotitolo “Storia
dell’eversione atlantica in Italia” è già una chiave di lettura
delle trame, degli attentati e delle stragi.
I fratelli Antonio e Gianni Cipriani, giornalisti del quotidiano
“L’Unità”, raccontano una storia che non ancora è storia
ufficiale, scritta da storici di professione, insegnata nelle
scuole. I fatti trattati sono quelli dell' eversione contro il
sistema democratico, una vicenda della quale appaiono come forze
motrice quei poteri che Norberto Bobbio chiama “invisibili” e di
cui intravede la ragione nel campo tangibile e sospetto dei
condizionamenti interni ed esterni con cui si è tentato di
comprimere dal dopoguerra ad oggi la politica italiana.
La ricerca sull’identità dei poteri che sono dietro il ricatto
delle bombe, va avanti finora per tentativi e sforzi soprattutto
di cronisti, che si fanno storici e trasformano i loro robusti
dossier in analisi ben fondate e ben ragionate, spesso anche di
forte presa. “Sovranità limitata”, l’ultimo testo prodotto dagli
avamposti di questa ricerca storica, ha i migliori requisiti per
essere considerato il più avanzato perché l’esplorazione giunge
fino ai santuari dei nostri giorni.
Il libro dei fratelli Cipriani fornisce novità sul terrorismo in
Alto Adige, sulla trama dei Mar di Fumagalli, sulla strage di
Piazza Fontana (qui una inedita dichiarazione attribuita al
generale Aloia spande cupi sospetti) sulla tragica morte
dell’editore Feltrinelli, sul sequestro Sossi e sul sequestro
Moro. Per questo appena uscito il volume è stato acquisito dalle
varie procure interessate a quelle oscure vicende in cui
compaiono commistioni o sospetti di commistioni fra terroristi e
apparati deviati dei servizi segreti.
Il filo conduttore dell’analisi dei fratelli Cipriani è di fare
apparire in una logica concatenazione di fatti l’unicità del
disegno che sta dietro le trame, le bombe, il terrorismo. Se è
facile obiettare che non può essere provato il collegamento tra
il complotto del '64, gli attentati in Alto Adige, la strage di
piazza Fontana, le stragi sui treni, il sequestro Moro, è pur
vero che l’approssimazione onesta e
intelligente rappresenta allo stato attuale - come dicono gli
autori – “l’unica strada possibile verso la verità”. E comunque
se l’interpretazione cospirativa della storia è l’unico modo per
liberarla dalle nebbie e dalle oscurità, almeno come stimolo,
come provocazione coraggiosa contro gli occultatori, è quanto
mai utile.
Ansa – Notiziario
informazioni letterarie
25 Novembre 1991