In questi anni, mesi e
anche in queste settimane abbiamo scritto su questo giornale
i nostri commenti, le nostre opinioni, le nostre valutazioni.
Abbiamo espresso le nostre idee liberamente, non solo
senza censure, ma anche senza pressioni o suggerimenti
esterni. Che non avremmo comunque accettato.
Ci siamo sentiti parte di un progetto innovativo e libero,
di cui abbiamo condiviso idealità e valori.
Mentre tanto ci si preoccupa – giustamente –
dei destini dell’informazione e dei gravi rischi
cui la libertà di stampa è sottoposta, noi
abbiamo potuto praticarla su queste pagine.
L'attuale direzione l'ha garantita e vogliamo oggi riconoscerle
pubblicamente il merito.
Il direttore Antonio Cipriani e il condirettore Gianni
Cipriani hanno deciso di lasciare il timone di questo
giornale, considerando esaurito il loro ruolo. Ne prendiamo
atto, non senza rammarico, ma con piena comprensione.
Con ciò anche il nostro ruolo si conclude su queste
pagine. Ci fermiamo qui insieme a loro. Grazie ai lettori
che ci hanno gratificato della loro attenzione e, talvolta,
anche delle loro critiche. A tutti buona fortuna.
Già firmato da:
Vauro Senesi, Ennio Remondino, Mario
Morcellini, Silvia Garambois, Luigi Malabarba, Valter
Bielli, Alberto Crespi, Nicola Cacace, Valeria Parboni,
Giovanni Garuti, Salvatore Cannavò, Domenico Secondulfo,
Paola Di Nicola, Giulietto Chiesa, Nicola Tranfaglia,
Fabrizio Berruti, Roberta Serdoz, Fabio Cortese, Piero
Benassai, Lia Celi, Walter Vitali, Stefano Marcelli, Andrea
Porcheddu., Angelo Figorilli, Nicola Quadrano, Alceste
Santini, Stefano Marcelli, Alberto Severi, Arturo Meli,
Giordano Montecchi. Chiara Lalli, Gianfranco Pagliarulo,
Antonio D’Andrea, Ritanna Armeni, Oliviero Bergamini,
Luigi De Ficchy, Ivano Marescotti, Stefano Epifani, Paolo
Troncon, Severino Saccardi, Francesco Barbagallo, Gianni
Gennai, Pierstefano Marangoni, Susanna Ripamonti, Rita
Pennarola, Luciano Scateni