gli articoli di Gianni Cipriani


 

 

Dopo l’impiccagione del tiranno la
guerra civile sarà più cruenta


L'uccisione di Saddam Hussein, la diffusione delle immagini dell'impiccagione e del corpo privo di vita, rappresentano la dimostrazione del vicolo cieco nel quale è finita la vicenda irachena. Un paese nel quale alla tirannia è seguita la disgregazione e la guerra civile e le morti si sono moltiplicate dal giorno della “liberazione”. In altri termini, l'Iraq è il paese nel quale cecità e miopia politica hanno provocato un'enorme tragedia, resa ancora più terribile dall'innesco di una sorta di reazione a catena di odii e sangue alla quale sembra davvero difficile - a questo punto - porre rimedio.
Tutti gli analisti più avvertiti, prima della seconda guerra del Golfo, avevano sostenuto che abbatere il regime di Saddam Hussein senza porsi sul serio il problema del “dopo” avrebbe significato la fine dell'Iraq e del “collante” che con difficoltà (e con un regime autoritario) teneva insieme sciiti, sunniti e curdi, con l'inizio di una guerra civile che avrebbe destabilizzato l'area per chissà quanto tempo. Eppure si è andati ostinatamente su quella via. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Egualmente è stato pronosticato che Saddam da morto avrebbe potuto fare ancora più danni di quanti ne avesse fatti da vivo. E non solo perché la sua morte avrebbe acuito la guerra civile già in atto tra la maggioranza sciita e la minoranza sunnita che deteneva il potere, ma anche perché - nonostante Saddam sia stato formalmente giudicato e ucciso da un tribunale iracheno - agli occhi delle “masse arabe” risulta evidente che la sua morte sia diretta volontà della Casa Bianca, vero dominus del semi-fantoccio governo iracheno. L'Occidente, la sua “democrazia” ne usciranno ulteriormente indeboliti, al pari dei regimi cosiddetti “moderati”, vissuti sempre più come genuflessi agli ordini del “demonio” americano.
Ecco quindi l'effetto-detonatore della morte di Saddam, nonostante l'ostinazione di chi quella morte ha voluto ed ha voluto ancora che diventasse un evento mediatico planetario, nella dubbia speranza che fosse un monito per altri aspiranti tiranni. Sarà così? No. Questa strategia si è già rivelata fallimentare con la diffusione delle immagini di Guantanamo, lo sarà anche per l'impiccagione di Saddam. Ma sembra proprio che nessuno sia in grado di avere una strategia per uscire dal vicolo cieco iracheno. Non possono farlo gli americani, se non al prezzo di rigettare la “dottrina Bush”, non possono farlo gli iracheni, che ormai si scannano tra di loro. Non può farlo l'impotente Europa; non possono farlo i paesi arabi. Al momento on resta che contare i morti. Purtroppo.


 

E Polis 31 dicembre 2006