L'uccisione di
Saddam Hussein, la diffusione delle immagini
dell'impiccagione e del corpo privo di vita,
rappresentano la dimostrazione del vicolo cieco nel
quale è finita la vicenda irachena. Un paese nel quale
alla tirannia è seguita la disgregazione e la guerra
civile e le morti si sono moltiplicate dal giorno della
“liberazione”. In altri termini, l'Iraq è il paese nel
quale cecità e miopia politica hanno provocato un'enorme
tragedia, resa ancora più terribile dall'innesco di una
sorta di reazione a catena di odii e sangue alla quale
sembra davvero difficile - a questo punto - porre
rimedio.
Tutti gli analisti più avvertiti, prima della seconda
guerra del Golfo, avevano sostenuto che abbatere il
regime di Saddam Hussein senza porsi sul serio il
problema del “dopo” avrebbe significato la fine
dell'Iraq e del “collante” che con difficoltà (e con un
regime autoritario) teneva insieme sciiti, sunniti e
curdi, con l'inizio di una guerra civile che avrebbe
destabilizzato l'area per chissà quanto tempo. Eppure si
è andati ostinatamente su quella via. I risultati sono
sotto gli occhi di tutti.
Egualmente è stato pronosticato che Saddam da morto
avrebbe potuto fare ancora più danni di quanti ne avesse
fatti da vivo. E non solo perché la sua morte avrebbe
acuito la guerra civile già in atto tra la maggioranza
sciita e la minoranza sunnita che deteneva il potere, ma
anche perché - nonostante Saddam sia stato formalmente
giudicato e ucciso da un tribunale iracheno - agli occhi
delle “masse arabe” risulta evidente che la sua morte
sia diretta volontà della Casa Bianca, vero dominus del
semi-fantoccio governo iracheno. L'Occidente, la sua
“democrazia” ne usciranno ulteriormente indeboliti, al
pari dei regimi cosiddetti “moderati”, vissuti sempre
più come genuflessi agli ordini del “demonio” americano.
Ecco quindi l'effetto-detonatore della morte di Saddam,
nonostante l'ostinazione di chi quella morte ha voluto
ed ha voluto ancora che diventasse un evento mediatico
planetario, nella dubbia speranza che fosse un monito
per altri aspiranti tiranni. Sarà così? No. Questa
strategia si è già rivelata fallimentare con la
diffusione delle immagini di Guantanamo, lo sarà anche
per l'impiccagione di Saddam. Ma sembra proprio che
nessuno sia in grado di avere una strategia per uscire
dal vicolo cieco iracheno. Non possono farlo gli
americani, se non al prezzo di rigettare la “dottrina
Bush”, non possono farlo gli iracheni, che ormai si
scannano tra di loro. Non può farlo l'impotente Europa;
non possono farlo i paesi arabi. Al momento on resta che
contare i morti. Purtroppo.