Di fronte ad una tragedia come quella dell'assurda morte
del giovane tifoso laziale Gabriele Sandri, francamente,
una delle cose di cui tutti avrebbero volentieri fatto a
meno era una conferenza stampa sul modello di quella del
G8 di Genova. Proprio quella, dove si raccontava il nulla
e si esibivano prove, alcune delle quali sono poi risultate
false. E allora quando ieri il questore di Arezzo ha sostenuto
che un agente ha sparato “in aria” a scopo intimidatorio,
forse non si è reso conto di offendere l'intelligenza
delle persone e la dignità di chi sta piangendo un
ragazzo ucciso in maniera assurda. Non sono un esperto balistico,
ma certo ci vuole molta fantasia per pensare di poter far
credere che un proiettile sparato in aria possa colpire
una persona al collo. La polizia di Stato, alla quale nessuno
- soprattutto adesso - nega i meriti che ha e che ha avuto
per difendere la convivenza e la democrazia, non può
e non deve essere risucchiata nella logica degli anni bui,
quando le “versioni ufficiali” spesso occultavano
abusi e arbitri. Stavolta, per favore, nessun “malinteso
spirito di appartenenza”. Ne va di mezzo una credibilità
conquistata ad altissimo prezzo negli anni. Servono verità
e chiarezza. Per la famiglia di un innocente ucciso; per
un'opinione pubblica disorientata e allibita e - aggiungo
- per difendere la memoria stessa di quei servitori dello
Stato uccisi mentre facevano il loro dovere.
Quanto al resto, saranno le indagini a dare - speriamo -
molte risposte. Ma è difficile non pensare che Gabriele
Sandri sia la vittima di quel clima pesante ed esasperato
che si respira sempre di più. Di un bisogno di sicurezza
che, complice la demagogia politica e l'allarmismo a buon
mercato dei mass media, si è trasformato in voglia
di menare le mani; di mostrare la faccia feroce. Di tolleranza
zero, tanto esaltata da chi dimentica quanti morti (innocenti)
ha provocato là dove è stata applicata senza
criterio. Come è possibile, per sedare una rissa,
sparare ad altezza d'uomo? Pierferdinando Casini ha auspicato:
“Ora nessuna caccia al poliziotto”. Vero. Magari
se qualche giorni fa avesse detto: “nessuna caccia
al rumeno” sarebbe stato più credibile. Ad
ogni modo è giusto: nessuna caccia. Come sanno bene
gli uccellini, la caccia non pulisce; non bonifica. La caccia
uccide.
E Polis 24 ottobre 2007