Vorrei dare un consiglio
ai genitori, soprattutto a quelli che faticano ad arrivare a
fine mese e fanno i salti mortali per mandare i figli a
scuola, peggio ancora se all'università. E vorrei dare lo
stesso consiglio ai ragazzi, magari a quelli che studiano e
che credono ancora che passare ore sui libri serva a
qualcosa. Lasciate perdere, non ne vale la pena. Perchè
studiare o pensare di investire sul sapere e sulla cultura?
Per mille euro al mese se sarete fortunati di trovare uno
straccio di lavoro fisso?
che
per ingrossare le fila di quegli “inutili” ricercatori e
precari a vita nelle università che guadagnano una miseria e
magari - anche se avessero qualcosa di intelligente da dire
- non finirebbero mai sulle copertine dei settimanali, nella
pagine dei giornali o nei salotti televisivi? Lasciate
perdere, davvero. Siete fuori rotta e perfino fuori moda.
Che fare allora? Una risposta già c'è. Se proprio fosse
troppo disdicevole sentirsi male mentre siete in notturna
compagnia di un onorevole o non vi capitasse di essere
coinvolti in una vicenda di cronaca nera o in una inchiesta
giudiziaria di Potenza, allora ci sono tante fontane da
colorare, tanti monumenti da deturpare, tante cose
spregiudicate e schifose da potervi inventare. Perché
in questo paese che
ahimé
nel mondo della comunicazione di cui anche la stampa fa
parte
l'importante non è la cultura, la conoscenza. No.
L'importante è entrare nel baraccone mediatico. Fate una
pagliacciata e avrete il vostro momento di celebrità.
Date
scandalo e sarà la vostra fortuna. Perché
ancora spendere soldi e tempo per l'università? E cos'è la
cultura se non si fa una comparsata televisiva? C'è solo un
problema. Le mie parole sono ironiche e amare. Per molti
potrebbe essere - se non lo è già – una seria tentazione.
Del
resto il fascista sedicente futurista presunto imbrattatore
della fontana di Trevi già sta rapidamente salendo i gradini
della celebrità e da vandalo è diventato “genio”, “artista”
e perfino grande pittore. E se domani un'allegra brigata
coprisse il Colosseo di escrementi, filmando la scena,
qualcuno potrebbe candidarla all'oscar.
La verità è che questa deriva è preoccupante e avvilente. Un
paese civile dovrebbe boicottare un eventuale marchio “rosso
Trevi” e una comunicazione civile dovrebbe dare più spazio
alle idee e ai cervelli, meno alle tette, alle provocazioni
e soprattutto alle buffonate.
E Polis 29 ottobre 2007