gli articoli di Gianni Cipriani


 

 

Viva le pagliacciate se ci rendono celebri



Vorrei dare un consiglio ai genitori, soprattutto a quelli che faticano ad arrivare a fine mese e fanno i salti mortali per mandare i figli a scuola, peggio ancora se all'università. E vorrei dare lo stesso consiglio ai ragazzi, magari a quelli che studiano e che credono ancora che passare ore sui libri serva a qualcosa. Lasciate perdere, non ne vale la pena. Perchè studiare o pensare di investire sul sapere e sulla cultura? Per mille euro al mese se sarete fortunati di trovare uno straccio di lavoro fisso? che per ingrossare le fila di quegli “inutili” ricercatori e precari a vita nelle università che guadagnano una miseria e magari - anche se avessero qualcosa di intelligente da dire - non finirebbero mai sulle copertine dei settimanali, nella pagine dei giornali o nei salotti televisivi? Lasciate perdere, davvero. Siete fuori rotta e perfino fuori moda. Che fare allora? Una risposta già c'è. Se proprio fosse troppo disdicevole sentirsi male mentre siete in notturna compagnia di un onorevole o non vi capitasse di essere coinvolti in una vicenda di cronaca nera o in una inchiesta giudiziaria di Potenza, allora ci sono tante fontane da colorare, tanti monumenti da deturpare, tante cose spregiudicate e schifose da potervi inventare. Perché in questo paese che ahimé nel mondo della comunicazione di cui anche la stampa fa parte􀂼 l'importante non è la cultura, la conoscenza. No. L'importante è entrare nel baraccone mediatico. Fate una pagliacciata e avrete il vostro momento di celebrità. Date scandalo e sarà la vostra fortuna. Perché ancora spendere soldi e tempo per l'università? E cos'è la cultura se non si fa una comparsata televisiva? C'è solo un problema. Le mie parole sono ironiche e amare. Per molti potrebbe essere - se non lo è già – una seria tentazione. Del resto il fascista sedicente futurista presunto imbrattatore della fontana di Trevi già sta rapidamente salendo i gradini della celebrità e da vandalo è diventato “genio”, “artista” e perfino grande pittore. E se domani un'allegra brigata coprisse il Colosseo di escrementi, filmando la scena, qualcuno potrebbe candidarla all'oscar. La verità è che questa deriva è preoccupante e avvilente. Un paese civile dovrebbe boicottare un eventuale marchio “rosso Trevi” e una comunicazione civile dovrebbe dare più spazio alle idee e ai cervelli, meno alle tette, alle provocazioni e soprattutto alle buffonate.

E Polis 29 ottobre 2007