gli articoli di Gianni Cipriani


 

 

La morte di uno 007 e la voglia di muscoli



La morte dell'agente del Sismi prima rapito in Afghanistan e poi gravemente ferito nel corso del blitz che ha portato alla sua liberazione e a quella del suo collega, non può essere accompagnata - come è pure giusto che sia - solo dal cordoglio e dal pensiero per i tre figli piccoli, destinati a crescere senza il padre. Ci sono, a mio avviso, alcune considerazioni che vanno fatte, nella compostezza del momento, ma senza ipocrisie. La prima è che la morte di D'Auria è il tragico prezzo che abbiamo pagato per aver voluto scegliere la “fermezza” e di mostrare i muscoli. Una scelta che io definirei un ripiegamento che ha origini lontane - l'assassinio di Nicola Calipari e la vergognosa successiva campagna mediatica per colpevolizzarlo - e poi ancora è frutto della crisi diplomatica seguita alle trattative per la liberazione di Mastrogiacomo che ha avuto, tra le sdegnate prese di posizione degli Stati Uniti e di alcuni zelanti alleati, l'appendice che potremmo definire di stampo mafioso, dell'arresto di Rahmatullah Hanefi e delle accuse a Emergency di essere complici dei terroristi. Fin troppo evidente che il nostro governo non avrebbe potuto reggere ad un nuovo impatto, dal momento che la strategia comunicativo-psicologica del governo Bush lascia poco spazio: chiunque non sia allineato, fa il gioco del terrorismo. Ci poteva essere altra scelta se non quella del blitz cruento? Si poteva avviare uno straccio di trattativa? No. Questo è il punto. Non che non esistessero alternative: non diciamo fesserie. Con le moderne tecnologie “agganciati” i rapitori (cosa che è stata fatta) non ci sarebbe stato più nulla di facile che seguirli e organizzare un blitz nei tempi e nei modi dovuti. La fretta con cui tutto è avvenuto fa crollare gli alibi: c'era bisogno di una risposta militare forte, chiara e evidente. Non ci sono altre ragioni del perché oggi si piange la morte dell'agente del Sismi. Il secondo punto è quello di capire come e perché si sia verificata una incredibile e sciagurata fuga di notizie sul fatto che i due rapiti fossero 007. Facciamo dietrologia? E se qualcuno in tal modo avesse voluto tagliare preventivamente le gambe ad una trattativa? Terzo punto: cacciati i talebani, da sei anni in Afghanistan ci sono le truppe straniere e si muore. Immaginiamo una occupazione senza fine? O c'è qualche programma? Insomma, al di là della retorica, per cosa è morto D'Auria?

E Polis 5 ottobre 2007