gli articoli di Gianni Cipriani


 

 

Quei falsi moderati che seminano morte

 

Mettiamoci nei panni di un genitore il cui figlio è morto saltando sopra una mina. Una di quelle mine che esplodono anche anni e anni dopo una guerra e che colpiscono nella stragrande maggioranza solo bambini e persone inermi. Sarebbe molto difficile far accettare a quel genitore l'idea che chi quelle mine ha fabbricato, venduto e utilizzato sia una persona moderata, perbene e perfino benpensante, mentre chi a quegli ordigni si oppone sia un pericoloso estremista o un immaturo che non sta stare al mondo. Eppure, se ci fermiamo per un momento a riflettere, l'idea che nel nostro Paese e in parte dell'Occidente è passata è proprio questa: chi produce morte e distruzione è un moderato; chi si oppone è un estremista se non un “amico” dei terroristi. Ed è su questo grande equivoco di fondo, direi un vero e proprio depistaggio culturale, che fa perno il consenso – o l'assenza di opposizione - nei confronti di queste politiche, ossia la rassicurazione di stare nel campo dei benpensanti e moderati e non nel mezzo di una ciurma di scalmanati. Forse è arrivato il momento di ristabilire i veri termini della questione ed affermare, ad esempio, che benpensante è colui che si oppone alla quotidiana morte di civili innocenti; mentre “malpensante” e quindi violento e scalmanato è colui che dei bambini o dei vecchi saltati sulle mine non si cura affatto. Questa curiosa rappresentazione di un mondo capovolto, purtroppo, è il miglior alibi di coloro i quali hanno tutto l'interesse a continuare i loro commerci e le loro politiche di rapina, senza che le coscienze individuali e collettive ne abbiano totale consapevolezza e si oppongano. Nei giorni scorsi - notizia positiva - ad Oslo è stato raggiunto un accordo per mettere fuorilegge le “cluster bomb”, ossia le cosiddette bombe a grappolo che uccidono soprattutto i civili a guerra finita. Bene, anzi benissimo. Peccato che Stati Uniti, Russia e Cina a quella conferenza non abbiano partecipato. Ma sarebbe da estremisti chiederne conto. Mentre è da moderati e benpensanti lasciare che le cose continuino ad andare in questa scellerata direzione. Forse tornare a valutare le cose per quello che sono, senza schemi preconcetti, sarebbe utile. Magari smetteremmo di raccontare il mondo alla rovescia.

E Polis 26 febbraio 2007