Mettiamoci nei panni
di un genitore il cui figlio è morto saltando sopra
una mina. Una di quelle mine che esplodono anche anni e
anni dopo una guerra e che colpiscono nella stragrande maggioranza
solo bambini e persone inermi. Sarebbe molto difficile far
accettare a quel genitore l'idea che chi quelle mine ha
fabbricato, venduto e utilizzato sia una persona moderata,
perbene e perfino benpensante, mentre chi a quegli ordigni
si oppone sia un pericoloso estremista o un immaturo che
non sta stare al mondo. Eppure, se ci fermiamo per un momento
a riflettere, l'idea che nel nostro Paese e in parte dell'Occidente
è passata è proprio questa: chi produce morte
e distruzione è un moderato; chi si oppone è
un estremista se non un “amico” dei terroristi.
Ed è su questo grande equivoco di fondo, direi un
vero e proprio depistaggio culturale, che fa perno il consenso
– o l'assenza di opposizione - nei confronti di queste
politiche, ossia la rassicurazione di stare nel campo dei
benpensanti e moderati e non nel mezzo di una ciurma di
scalmanati. Forse è arrivato il momento di ristabilire
i veri termini della questione ed affermare, ad esempio,
che benpensante è colui che si oppone alla quotidiana
morte di civili innocenti; mentre “malpensante”
e quindi violento e scalmanato è colui che dei bambini
o dei vecchi saltati sulle mine non si cura affatto. Questa
curiosa rappresentazione di un mondo capovolto, purtroppo,
è il miglior alibi di coloro i quali hanno tutto
l'interesse a continuare i loro commerci e le loro politiche
di rapina, senza che le coscienze individuali e collettive
ne abbiano totale consapevolezza e si oppongano. Nei giorni
scorsi - notizia positiva - ad Oslo è stato raggiunto
un accordo per mettere fuorilegge le “cluster bomb”,
ossia le cosiddette bombe a grappolo che uccidono soprattutto
i civili a guerra finita. Bene, anzi benissimo. Peccato
che Stati Uniti, Russia e Cina a quella conferenza non abbiano
partecipato. Ma sarebbe da estremisti chiederne conto. Mentre
è da moderati e benpensanti lasciare che le cose
continuino ad andare in questa scellerata direzione. Forse
tornare a valutare le cose per quello che sono, senza schemi
preconcetti, sarebbe utile. Magari smetteremmo di raccontare
il mondo alla rovescia.