gli articoli di Gianni Cipriani


 

 

Il pericolo oscuro del nuovo brigatismo

 

Solo chi ha voluto chiudere gli occhi ed ignorare i segnali che, puntuali, si sono manifestati negli ultimi anni, oggi può meravigliarsi della scoperta di tre nuclei brigatisti “movimentisti”, pronti a portare avanti il loro progetto armato. Eppure era chiaro ed era stato dichiarato nei documenti semiclandestini che c’era in atto un nuovo processo eversivo che puntava ad infiltrarsi nelle lotte sociali e sindacali per far ripartire quel progetto “lotta-armatista” che si era arenato con la sconfitta dei “militaristi” delle Br-Pcc, accusate dei loro “cugini” di voler fare la rivoluzione isolati dalle “masse popolari”. E proprio lì, quindi, si insediava il nuovo pericolo sul quale vigilare ed alzare il livello di guardia. Personalmente, già nei mesi scorsi denunciando i rischi di un ritorno brigatista avevo paragonato questa fase al 1998, quando le Br-Pcc, allora considerate una sigla del passato, si preparavano a tornare e a uccidere un innocente, Massimo D’Antona. Paragone che si è dimostrato drammaticamente azzeccato, dal momento che il professor Ichino era nuovamente diventato un bersaglio. Forse da “gambizzare” o forse da “fare fuori”. Per fortuna, questa volta si è arrivati in tempo. Ci siamo risparmiati, al momento, un’altra pagina di sangue. E di questo non si può che essere lieti e ringraziare coloro i quali, con indagini assai difficili, hanno sgominato il gruppo eversivo che aveva in “Aurora” una lucida rivista clandestina di riferimento, potenzialmente capace di essere un grosso volano di reclutamento. Ma ancora una volta è stata la magistratura ad affrontare un problema che altri avevano nuovamente sottovalutato, come fu nei mesi che precedettero l’omicidio di Marco Biagi. Perché in questo paese o si ignora, o si strumentalizza. Nemmeno l’eredità degli anni di piombo è riuscita a costruire una vera cultura della prevenzione. Tutto bene dunque? Sì, ma per l’immediato. Perché bisogna avere la consapevolezza che il “brigatismo” è un fenomeno che non si è del tutto esaurito politicamente. Anzi “movimentisti” della seconda posizione sono in grado di cogliere umori e insofferenze sui quali veicolare un nuovo reclutamento. Gli arrestati non erano degli isolati. Non pesci del mare eversivo, ma nemmeno pesci morti per asfissia. C’è da riflettere e agire. Altrimenti la vittoria di oggi potrebbe tramutarsi nella sconfitta di domani.

E Polis 13 febbraio 2007