Facciamo
un esempio paradossale: un quartiere è in mano
a teppisti e delinquenti, che picchiano, scippano e rapinano.
Il Comune preannuncia misure durissime e impone a negozi
e ristoranti porte blindate e guardie private, pena la
revoca della licenza. E impone ai cittadini di dotarsi
di giubbetti anti-proiettile, altrimenti sarà loro
impedito l'ingresso. Il sindaco che firmasse una tale
ordinanza, immagino, sarebbe sloggiato dal municipio a
furor di popolo. Perché l'unica cosa da fare sarebbe
quella di bonificare il quartiere da teppisti e delinquenti.
Abbiamo però imparato che ciò che è
normale nella vita di tutti i giorni, diventa “anormale”
nel mondo del calcio. E così, dopo la tragica morte
dell'ispettore Raciti, il “giro di vite” del
governo si è concentrato su molte cose - condivisibili
- ma ha lasciato sullo sfondo il problema dei problemi:
queste cose accadranno sempre fino a quando esisteranno
vere e proprie associazioni a delinquere - perché
tali alcuni gruppi ultras sono - in grado di agire con
metodi mafiosi. E allora l'unico problema è un'azione
perché quei gruppi siano perseguiti e sciolti;
perché alcune sedi dove si pianificano violenze
e devastazioni siano chiuse. Altrimenti ogni provvedimento
partirà dal presupposto che il “male”
è in qualche modo inevitabile e che l'unica cosa
è concentrarsi sui rimedi. Eh no, non ci siamo.
Perché il problema è a monte. Inutile cercare
soluzioni a valle. Senza poi tenere conto di un'altra
cosa, non secondaria: tutta l'attenzione si sta concentrando
sulla partita, sui 90 minuti. Ma chi conosce questo mondo,
sa bene che questi gruppi di delinquenti esercitano il
loro potere nell'arco della settimana. Perché -
ripeto - è un sistema mafioso. E allora abbiamo
radio (che non vengono chiuse) dove si incita alla violenza;
abbiamo giocatori e dirigenti sportivi intimiditi e alla
mercè dei violenti; abbiamo giornalisti (soprattutto
chi non ha forti testate alle spalle) che devono chiudere
gli occhi o dare spiegazioni per un articolo poco gradito
o - peggio - scrivere i peana sugli ultras pena le botte.
Abbiamo pizzi, marchette, affari e quant'altro. E pensiamo
di bloccare questo magma mafioso con i tondelli e i biglietti
nominativi?
Si abbia il coraggio fino in fondo: bonificare il calcio
dai delinquenti organizzati. Altrimenti sono chiacchiere
e retorica.