gli articoli di Gianni Cipriani


 


Davanti al pallone anche la sicurezza alza le mani


Parliamo di sicurezza. Però di quella sicurezza che è stata ignorata in campagna elettorale perché non porta voti, ma semmai mazzate. E non solo figurate. Ossia dei manipoli di facinorosi - che prudentemente e ipocritamente ci si ostina a definire “sparute minoranze” - che solamente domenica scorsa, tra Parma e Catania, hanno devastato una scuola e mandato all’ospedale poliziotti, giornalisti e semplici passanti. Decreti, decretini, tondelli e misure più o meno cervellotiche non hanno impedito il ripetersi di lutti e incidenti. E qualche condanna non ferma le “sparute minoranze” che continuano a fare il bello e il cattivo tempo, tra un’indignazione sempre più flebile e compiacenze mai venute meno. Alla faccia della tolleranza zero e di tutte le promesse fatte davanti alle bare. Così sabato sera si giocherà Roma- Inter, nonostante l’osservatorio l’abbia definita partita a “massimo rischio”, nonostante quello che è accaduto domenica scorsa e nonostante le “sparute minoranze” continuino a promettersele o giù di lì. Questo perché dopo l’ennesimo “mai  più” erano state promesse partite a porte chiuse in caso di rischio e via cantando. Ma per carità, le “sparute minoranze” con la sicurezza non c’entrano nulla. Lo spettacolo può, anzi deve necessariamente andare avanti. E chi se ne importa del costo sociale ed economico. E chi se ne importa se le “sparute minoranze” continuano a regnare con metodi mafiosi nei loro “pollai”. Bene. Anzi male. Però, per coerenza, si smetta di commemorare l’ispettore Raciti. Almeno fino a quando anche “questa sicur ez z a ” non sia davvero garantita.