Parliamo di sicurezza. Però di quella
sicurezza che è stata ignorata in campagna elettorale
perché non porta voti, ma semmai mazzate. E non solo
figurate. Ossia dei manipoli di facinorosi - che
prudentemente e ipocritamente ci si ostina a definire
“sparute minoranze” - che solamente domenica scorsa, tra
Parma e Catania, hanno devastato una scuola e mandato
all’ospedale poliziotti, giornalisti e semplici
passanti. Decreti, decretini, tondelli e misure più o
meno cervellotiche non hanno impedito il ripetersi di
lutti e incidenti. E qualche condanna non ferma le
“sparute minoranze” che continuano a fare il bello e il
cattivo tempo, tra un’indignazione sempre più flebile e
compiacenze mai venute meno. Alla faccia della
tolleranza zero e di tutte le promesse fatte davanti
alle bare. Così sabato sera si giocherà Roma- Inter,
nonostante l’osservatorio l’abbia definita partita a
“massimo rischio”, nonostante quello che è accaduto
domenica scorsa e nonostante le “sparute minoranze”
continuino a promettersele o giù di lì. Questo perché
dopo l’ennesimo “mai più”
erano state promesse partite a porte chiuse in caso di
rischio e via cantando. Ma per carità, le “sparute
minoranze” con la sicurezza non c’entrano nulla. Lo
spettacolo può, anzi deve necessariamente andare avanti.
E chi se ne importa del costo sociale ed economico. E
chi se ne importa se le “sparute minoranze” continuano a
regnare con metodi mafiosi nei loro “pollai”. Bene. Anzi
male. Però, per coerenza, si smetta di commemorare
l’ispettore Raciti. Almeno fino a quando anche “questa
sicur ez z a ” non sia davvero garantita.