gli articoli di Gianni Cipriani


 



Su sesso e politica facciamo un "codice" bipartisan


La cosa più divertente, in questa estate pruriginosa dei papi, delle patrizie e dei racconti a luci rosse, è vedere noti libertini puntare - scandalizzati - l’indice se il gaudente smascherato è Berlusconi, mentre altrettanto noti bacchettoni moralisti, diventano improvvisamente comprensivi e possibilisti se l’utilizzatore finale di pulzelle compiacenti è il Cavaliere. Dipende solo se si è in maggioranza o all’opposizione. Complice il caldo, avanzo una modesta proposta: elaboriamo un “codice” erotico valido per tutti i prossimi premier e ministri. Stabilendo cosa è giusto o sbagliato “a prescindere”, come direbbe Totò. Potrà un governante partecipare a orge, ammucchiate e sesso di gruppo? Sarà consentito avere un’amante? E’ lecito andare con un transessuale o, in subordine , almeno chiedere il prezzo della prestazione? Sarà obbligatorio il voto di castità per tutta la durata del mandato o, comunque, andrà sottoscritto per avere diritto a partecipare al family day? Potranno premier e/o ministri guardare siti o film porno, ma senza addebitare il conto al Parlamento (come hanno fatto in Gran Bretagna?) Sarà consentito o vietato candidare persone non in base a considerazioni politiche, ma per ricambiare prestazioni amorose coi fiocchi? Potrà essere liberalizzata la frequentazione di prostitute, purché chiedano meno di 2 mila euro e non ci facciano fare la figura dell’onorevole Mele o di Berlusconi raccontandolo a tutti? Per quel che mi riguarda, sia libertino o moralista, a me va bene qualsiasi codice. A una condizione: che il lettone di Putin sia destinato comunque ai senza tetto.