gli articoli di Gianni Cipriani


 

 

Alemanno a valanga per Rutelli è un crollo personale

Parliamoci chiaro. In questo secondo turno elettorale solamente una sfida contava veramente: il comune di Roma. Sfida definita, per il suo significato politico e simbolico, “la madre di tutti i ballottaggi”, in grado di completare la vittoria del Pdl e, al suo opposto, di rendere ancora più acuta e politicamente drammatica la sconfitta della ormai ex coalizione di centrosinistra. Così è stato. Ma qualche altra notazione è utile per meglio riflettere non solo sulla vittoria di Alemanno, ma sul “come” il candidato del Pdl abbia nettamente battuto Rutelli, nonostante al primo turno fosse stato staccato di 80 mila voti. I dati sono illuminanti: nonostante il calo dei votanti, Alemanno ha guadagnato oltre centomila voti assoluti; Rutelli ne ha persi 90 mila. Segno che l’ex ministro dell’Agricoltura ha fatto il pieno del suo elettorato e pescato a piene mani tra chi non lo aveva inizialmente votato. Rutelli, al contrario, ha assistito allo smottamento dei voti. Se a questo si aggiunge che in molte sezioni in cui il candidato del Pd alla provincia, Nicola Zingaretti, ha prevalso, l’ex sindaco ha perso, allora il voto indica che la vittoria di Alemanno ha coinciso con una sconfitta personale di Rutelli. Sarà interessante per tutti comprenderne le ragioni. Ma adesso, dopo tante parole, è il momento dei fatti. Alemanno ha promesso di voler essere il sindaco di tutti i romani. Dichiarazione molto utile per svelenire un clima che si era fatto insopportabile. Dal Campodoglio a palazzo Chigi: è l’ora di rimuovere le barricate e di lavorare nell’interesse di tutti gli italiani. Di tutti.