Ricordate il film “Il moralista” con Alberto
Sordi? E’ la storia del severissimo segretario dell’ufficio
internazionale della moralità, che in realtà
è un losco affarista che gestisce locali notturni.
Chissà perché, ma le cronache sulle festicciole
a base di pizza e di escort, mi hanno fatto ritornare alla
mente quel film. E già, perché basta rileggere
due anni di dichiarazioni e di ordinanze per vedere che
fino a poco tempo fa il male dei mali del Belpaese era la
prostituzione. E giù a leggi e dichiarazioni contro
prostitute e clienti: basta con lo sconcio! Però,
a pensarci bene, il mio parallelismo è ingiusto.
Quelle erano “puttane”, queste altre “escort”.
E c’è una bella differenza. Le prime costano
30 euro; le seconde possono chiedere duemila euro o una
licenza edilizia; le prime aspettano sul ciglio della strada
un’auto che si accosti; le seconde hanno l’autista
con macchinoni di lusso e vetri fumè; le prime possono
incorrere in sanzioni, le seconde al massimo rischiano di
finire candidate in qualche elezione che conta. Eppure,
nonostante le differenze, a me non dispiacerebbe se qualche
sindaco rifilasse una multa anche ai frequentatori di escort.
Se non altro per par condicio con quegli sfigati beccati
a pantaloni calati in una stradina buia da una volante:
in fin dei conti sono tutti “utilizzatori finali”.
Quanto alla “morale” di questa storia, ripensando
ai tanti paladini della famiglia, dell’ordine e della
decenza, mi viene in mente Petrolini. Il quale, durante
un recita disturbata da uno spettatore che rumoreggiava
dal loggione, si fermò e disse: “Io non ce
l’ho con te. Ma con il vicino tuo che non ti butta
di sotto”.