gli articoli di Gianni Cipriani


 



I moralisti che odiano le prostitute ma votano le escort



Ricordate il film “Il moralista” con Alberto Sordi? E’ la storia del severissimo segretario dell’ufficio internazionale della moralità, che in realtà è un losco affarista che gestisce locali notturni. Chissà perché, ma le cronache sulle festicciole a base di pizza e di escort, mi hanno fatto ritornare alla mente quel film. E già, perché basta rileggere due anni di dichiarazioni e di ordinanze per vedere che fino a poco tempo fa il male dei mali del Belpaese era la prostituzione. E giù a leggi e dichiarazioni contro prostitute e clienti: basta con lo sconcio! Però, a pensarci bene, il mio parallelismo è ingiusto. Quelle erano “puttane”, queste altre “escort”. E c’è una bella differenza. Le prime costano 30 euro; le seconde possono chiedere duemila euro o una licenza edilizia; le prime aspettano sul ciglio della strada un’auto che si accosti; le seconde hanno l’autista con macchinoni di lusso e vetri fumè; le prime possono incorrere in sanzioni, le seconde al massimo rischiano di finire candidate in qualche elezione che conta. Eppure, nonostante le differenze, a me non dispiacerebbe se qualche sindaco rifilasse una multa anche ai frequentatori di escort. Se non altro per par condicio con quegli sfigati beccati a pantaloni calati in una stradina buia da una volante: in fin dei conti sono tutti “utilizzatori finali”. Quanto alla “morale” di questa storia, ripensando ai tanti paladini della famiglia, dell’ordine e della decenza, mi viene in mente Petrolini. Il quale, durante un recita disturbata da uno spettatore che rumoreggiava dal loggione, si fermò e disse: “Io non ce l’ho con te. Ma con il vicino tuo che non ti butta di sotto”.