gli articoli di Gianni Cipriani


 



L'Italia dei furbetti che alla fine soggioga le vittime



Io non so se gli operai morti in Sardegna meritino la medaglia d’oro al valor civile. Né se qualcuno di loro sarà mai nominato “alla memoria” cavaliere del lavoro. Di certo il presidente della Repubblica - così sensibile sulle questioni sociali - farebbe bene a pensare ad un riconoscimento formale, alla memoria di questi lavoratori sardi e, in generale, ai tanti “eroi civili” che muoiono facendo il loro dovere, né più né meno di tanti servitori dello Stato ai quali giustamente - vengono riconosciute medaglie e onorificenze. Perché i tre asfissiati nella cisterna della Saras hanno cercato di aiutarsi l’un l’altro. E sicuramente, se non ci fosse stata quella estrema solidarietà, il bilancio sarebbe stato meno tragico. Ed è questo il punto: la triste storia delle morti bianche è piena di episodi simili, di persone che, nel momento del pericolo, generosamente cercano di soccorrere i loro compagni, anche a costo della propria vita. Solidarietà al posto dell’egoismo. Condivisione, invece di disinteresse. Un’altra prova sull’esistenza di due Italie che vivono l’una accanto all’altra. L’Italia generosa dove ci si aiuta, dove ci si fa carico dei drammi e dei bisogni degli altri. Dove l’umanità prevale su tanti altri discorsi. E l’Italia dei furbetti, delle regole non rispettate, del cinismo e dell’avidità come regola di vita, anche a costo di provocare lutti e disastri per egoismo e incoscienza. La prima Italia è largamente maggioritaria. Ma non riesce a liberarsi della seconda. E i furbetti soggiogano i generosi. Anzi, proprio perché sono furbi, prima li soggiogano, poi si fanno pure applaudire.