gli articoli di Gianni Cipriani


 



Voglio far carriera al prezzo di negare la storia

 

_Cominciamo a chiarire: in Italia le stragi non ci sono mai state. E quei pochi petardi che di tanto in tanto sono scoppiati non hanno ucciso nessuno, ma al massimo provocato qualche escoriazione e un leggerissimo spavento. Piazza Fontana, piazza della Loggia, il treno Italicus, la stazione di Bologna sono stati trasformati in simboli di inesistenti e fantomatici misfatti, posto che in Italia non c’è stata mai - e sottolineo mai - una sola trama, un solo complotto, un solo potere occulto o forte che fosse. Casomai l’unico complotto è stato quello di una storiografia e di un giornalismo d’accatto, che è andato a cercare i misteri dove non c’erano e non ha messo in bella copia le veline che le pubbliche istituzioni preparavano in bella calligrafia, liberalmente concedendo di poter cambiare perfino i punti e i punti e virgola. Va da sé che la strategia della tensione è una pura mistificazione e che tutti i servitori dello Stato, soprattutto i disonesti, sono sempre stati leali – mai doppi, per carità - i depistaggi al massimo sono stati consigli in buona fede capiti a rovescio dai soliti magistrati imbecilli e da quei pochi fessi che cercavano i colpevoli. Ma quali colpevoli se non è mai successo niente? Per fortuna che c’è la memoria. Che è stata cancellata e quindi oggi possiamo dire di tutto, senza che ci sia un intellettuale a zittirci, perché così va il vento e chi è saggio e lungimirante si mette sotto vento. Pensate che abbia avuto un colpo di sole? Al contrario: mi sto allenando a fare carriera. E quindi il doppio Stato non è mai esistito. Figuriamoci il resto...