Qualcuno l’avrà forse dimenticato, ma io ricordo
bene una vecchia inchiesta del 1996, progenitrice delle
moderne “vallettopoli” dalla quale emersero
storie e racconti di giovinette che si buttavano tra le
braccia o si infilavano nei letti di personaggi dello spettacolo
pur di ottenere una particina e, quel che è peggio,
talvolta erano le madri stesse che spingevano le figlie
a concedersi perché l’importante era “arrivare”.
E quindi non tanto la pretesa di presentatori e personaggi
dello spettacolo di ottenere il “pizzo” sessuale
(e infatti tutti gli indagati dell’epoca vennero assolti)
quanto piuttosto la spregiudicata offerta dei propri servigi,
come unica chiave d’accesso ai propri desideri. Questo
era vero prima del 1996 e lo è stato sicuramente
anche dopo. Per questo credo che pochi si siano meravigliati
leggendo le considerazioni di Veronica Lario che ha condannato
un sistema in cui le “vergini” si offrono al
“drago” pur di avere vantaggi. Sarebbe - purtroppo
- risultato ben strano il contrario. Anzi, il problema è
che i beneficiari di questi favori non sono solo i draghi
o i sultani, ma spesso anche i vassalli, i valvassori e
perfino i valvassini. Ad ognuno secondo il potere. Quindi,
non solo c’è tanta domanda, ma soprattutto
di “vergini” (secondo la metafora di Veronica
Lario) c’è una grande offerta. Questione politica?
Questione morale? Francamente non lo so. Dipende da ciò
in cui ognuno di noi internamente crede. Dai nostri valori
e dalla nostra etica. Ma spero che le donne sappiano davvero
e una volta per tutte ribellarsi. E smetterla di prostrarsi