gli articoli di Gianni Cipriani


 



Ma chi è davvero responsabile
del disagio della crisi ?



Può dispiacere - e a me dispiace - che la sola ipotesi che qualcuno potesse trovare un lavoro a Karol Racz abbia sollevato rabbia e indignazione. Può dispiacere - e a me dispiace - che sempre più spesso si sentano voci critiche o peggio contro la Caritas e altre associazioni che fanno del bene, “colpevoli” di dare un piatto di minestra a senza casa, sbandati, immigrati e nuovi poveri. Può dispiacere, ma non deve meravigliare. Purtroppo. Perché mentre l’Ocse dice che è a rischio la nostra coesione sociale, i segnali di disgregazione ci sono e da tempo. Si tratta con tutta evidenza di quel meccanismo sociale (e psicologico) per il quale si ha il bisogno di dare un volto e una rappresentazione semplificata ai nostri mali, al nostro disagio e alla nostra rabbia. Il capro espiatorio. E cos’è che ci turba? Che Racz abbia un lavoro o un immigrato un piatto di minestra. Come se negare un aiuto o un pezzo di pane - magicamente - si potesse tradurre nel nostro benessere. Mecca nismo fin troppo comprensibile, ma sbagliato e pericoloso. Chi ha provocato la crisi? Chi sta avvelenando il pianeta? Chi per avidità e voglia di profitti è la causa prima di morti sul lavoro, di cure mediche negate in nome del business, chi si è arricchito sugli sfruttamenti o ingannando i risparmiatori? Chi ha rubato vite e sequestrato il futuro di milioni di persone? Negli Stati Uniti il presidente Obama ha dato una risposta chiara a tutte queste domande. E io credo che ci dovremmo pensare seriamente. Tutta colpa di Karol Ratz o dei “barboni”? Io non credo. E fortemente penso che qualcuno ci giochi e stia prendendo in giro la gente.