Al
momento l’emendamento è stato dichiarato
“inammissibile”, ed è assai probabile
- anzi è certo - che da un punto di vista formale
la decisione è corretta. Del resto introdurre nel
decreto salva-auto norme che fissino il tetto degli stipendi
dei manager è andare fuori tema. Tuttavia, al di
là della forma, resta la sostanza: è giusto
o sbagliato che i compensi
dei manager di banche, imprese o altro che sono beneficiarie
di aiuti di stato non possano
superare i 350 mila euro all’anno? Alcuni parlamentari
della Lega lo avevano proposto ma, per il momento, non
se ne potrà fare nulla. Problemi “tecnici”.
Proprio in queste ore, negli Stati Uniti, il presidente
Obama ha tuonato contro alcuni super manager di un istituto
bancario salvato dalla crisi con i miliardi (di dollari)
pubblici che si erano “regalati” 165 milioni
di dollari di bonus: “Comportamenti incoscienti
e all’insegna dell’avidità” ha
detto il neo-presidente, che ha dato mandato al responsabile
del Tesoro di utilizzare qualsiasi mezzo legale per evitare
che quei soldi finiscano nelle mani dei soliti noti. E
torniamo all’Italia e al sacrosanto e opportuno
emendamento della Lega. Due sono le possibilità:
che l’impedimento tecnico sia davvero tecnico e
che alla prima occasione venga riproposto e approvato.
Oppure che dietro la tecnicalità formale ci sia
lo zampino di qualche azzeccagarbugli, che oggi accantona,
perché domani si dimentichi. E no. Fissare il “tetto”
non è demagogia, ma rispetto per la gente. E poi:
quanti di voi si “accontenterebbero” di 350
mila euro l’anno? Sì al tetto e poche storie,
dunque.