_Ai più potrà apparire strano, ma alcune tra le più
importanti ricerche sociali sulla comunicazione
persuasiva, sono state condotte osservando i trucchi e
le tecniche utilizzate dai venditori di auto negli Stati
Uniti, che erano provetti nel convincere gli indecisi e
- spesso e volentieri - riuscivano là dove altri
avrebbero fallito. Perché chi sa “vendere”, sa
convincere. Riesce a far vibrare quelle corde emotive
che poi portano il “bersaglio” (nel caso il potenziale
acquirente) a far ciò che i venditori si attendono da
lui: comprare. Con lo sviluppo della comunicazione di
massa, le difficoltà delle capacità di astrazione
derivante dallo strapotere della televisione e il
quotidiano bombardamento della propaganda, queste
“tecniche” sono state applicate in molti campi, a
cominciare dalla politica. Non ora, ma tra qualche
lustro sono sicuro che la prestigiosa università di Yale
studierà il “caso italiano” dove - sia detto nel senso
più tecnico della parola - un venditore e una
concessionaria pubblicitaria sono riusciti ad inventare
un partito e una leadership, che tanto successo ha avuto
ed ha. Oggi la politica è in gran parte comunicazione. E
se ci si pensa, la crisi del Pd sta molto nella sua
incapacità di saper raggiungere gli elettori con
messaggi chiari e comprensibili. Al contrario di
Berlusconi. Così va orai, ma resta un problema: è
possibile impegnarsi per un futuro - magari non
immediato - in cui il ragionamento possa prevalere sugli
spot e la consapevolezza sull’emotività? Io dico di sì.
Soprattutto perché non devo entrare in politica