Gli
stupratori di Guidonia sono stati arrestati in poco
tempo. Siamo tutti contenti e complimenti ai carabinieri
e alla procura di Tivoli. Del resto la brutalità di
questa storia – purtroppo simile nella sua violenza a
tanti altri stupri - aveva colpito profondamente
l’opinione pubblica. Nel nostro piccolo, in redazione
sono arrivati in questi giorni decine di sms e di
lettere di gente sconcertata, che si lamentava come la
tanto proclamata “sicurezza ” fosse rimasta - nei fatti
- un annuncio. Oggi la risposta dello Stato c’è stata.
Bene, anzi benissimo. Ma non ci nascondiamo: ho la
sgradevole sensazione che da domani le periferie
resteranno abbandonate come sempre. E che, spenti i
riflettori dell’opinione pubblica e via giornalisti e
telecamere, quello Stato che oggi appluaudiamo si farà
di nuovo distratto. A Guidonia, come in tutte quei
quartieri e territori difficili, bui, abbandonati, pieni
di rifiuti e di discariche, che le ragazze, ma anche
tanti uomini, hanno paura ad attraversare. Sarebbe bello
se l’efficienza mostrata oggi diventasse la norma. Se ai
tanti, troppi annunci seguissero sempre
i
fatti; se si varassero politiche organiche in grado di
affrontare la questione sicurezza in tutti i suoi
aspetti, da quelli repressivi a quelli sociali. Da parte
nostra, vigileremo. Senza inseguire demagogia, né
stupidi razzismi (gli italiani stupratori purtroppo non
mancano...) ma dando voce a chi chiede solamente
legalità e tranquillità. E vuole pieno diritto di
cittadinanza, anche se deve vivere - per necessità e non
per scelta - in una periferia abbandonata e buia.
D News 28 gennaio 2009