gli articoli di Gianni Cipriani


 


Il terrorismo ”spontaneo” può essere davvero un pericolo


…Milano come Mumbai? Io sarei molto cauto, anche se comprensibile rileggere le ultime notizie che provengono dal capoluogo lombardo sull’onda emotiva di quanto accaduto in India. Al momento, dell’inchiesta milanese si conosce molto, ma non è ancora possibile avere un quadro completo per poter fare una valutazione esaustiva. Dire che la prudenza è d’obbligo mi sembra più che doveroso. Tuttavia penso che due valutazioni possano comunque essere fatte. La prima riguarda al-Qaeda e la tendenza che spesso si ha di riportare tutte le espressioni del neo-jihadismo nell’orbita dell’organizzazione di Bin Laden. Nonostante le indiscrezioni, è difficile pensare che la cellula milanese potesse avere obbiettivi anche minimamente organici ad una strategia di tipo qaedista. Altri sono i bersagli e altre sono le modalità. Diverso è invece il discorso se esaminiamo la possibilità che in giro per il Paese ci siano singoli o piccoli gruppi “spontaneisti “, che in maniera rozza o artigianale possano pianificare qualche azione contro soft target da realizzare in maniera più o meno improvvisata. Che ciò possa accadere è possibile; che ciò sia riconducibile ad una manifestazione strutturata di qaedismo è assai improbabile. Basti solo pensare alla potenza di fuoco e all’organizzazione messa in mostra pochi giorni or sono dai terroristi di Mumbai. Nessun pericolo dunque? Al contrario perché singoli fanatici possono essere imprevedibili e possono uccidere. Ma nello stesso tempo sarebbe sbagliato pensare che questa vicenda sia indicativa di un possibile 11 settembre italiano.