gli articoli di Gianni Cipriani


 

 

La vittoria di Berlusconi e le speranze di dialogo sulle riforme


Questa volta non ci sono state incertezze: gli italiani hanno scelto e con il loro voto hanno deciso di mandare per la terza volta Silvio Berlusconi al governo. Risultato netto, reso ancora più chiaro dalla grande affermazione della Lega Nord, che nelle sue regioni storiche ha raggiunto cifre lusinghiere per Bossi. Da parte sua Walter Veltroni non è riuscito a colmare la distanza che, fin dai primi sondaggi, lo divideva dal Pdl, ma è sicuramente riuscito a porre le basi di un progetto politico capace di guardare lontano. Gli altri elementi evidente sono il ridimensionamento dell’area centrista, la disfatta della Sinistra arcobaleno, che sicuramente dovrà fare i conti sulle sue capacità di rappresentanza e l’incapacità delle forze minori di andare oltre la testimonianza. Ma probabilmente queste elezioni saranno ricordate come l’inizio di una fase politica caratterizzata dal bipartitismo che con grande forza sta cercando di imporsi come vero bipolarismo. Che sia un bene per la democrazia o un impoverimento è presto per dire. Ma il dato politico è chiaro. E adesso? Silvio Berlusconi non solo ha i numeri per governare, ma anche la possibilità di varare un esecutivo di legislatura. I primi cento giorni risulteranno molto indicativi per comprendere quali saranno i rapporti tra maggioranza e opposizione e se ci sarà la volontà di dialogo su quelle riforme a lungo auspicate. L’inte resse del paese è chiaro: uscire da un clima di scontro che può provocare solo macerie. Sarà responsabilità di tutti.