Questa
volta non ci sono state incertezze: gli italiani hanno
scelto e con il loro voto hanno deciso di mandare per la
terza volta Silvio Berlusconi al governo. Risultato netto,
reso ancora più chiaro dalla grande affermazione della Lega
Nord, che nelle sue regioni storiche ha raggiunto cifre
lusinghiere per Bossi. Da parte sua Walter Veltroni non è
riuscito a colmare la distanza che, fin dai primi sondaggi,
lo divideva dal Pdl, ma è sicuramente riuscito a porre le
basi di un progetto politico capace di guardare lontano. Gli
altri elementi evidente sono il ridimensionamento dell’area
centrista, la disfatta della Sinistra arcobaleno, che
sicuramente dovrà fare i conti sulle sue capacità di
rappresentanza e l’incapacità delle forze minori di andare
oltre la testimonianza. Ma probabilmente queste elezioni
saranno ricordate come l’inizio di una fase politica
caratterizzata dal bipartitismo che con grande forza sta
cercando di imporsi come vero bipolarismo. Che sia un bene
per la democrazia o un impoverimento è presto per dire. Ma
il dato politico è chiaro. E adesso? Silvio Berlusconi non
solo ha i numeri per governare, ma anche la possibilità di
varare un esecutivo di legislatura. I primi cento giorni
risulteranno molto indicativi per comprendere quali saranno
i rapporti tra maggioranza e opposizione e se ci sarà la
volontà di dialogo su quelle riforme a lungo auspicate. L’inte
resse del paese è chiaro: uscire da un clima di scontro che
può provocare solo macerie. Sarà responsabilità di tutti.