gli articoli di Gianni Cipriani


 


Lo afferma anche l’Eurispes: troppe armi in Italia


Non  molto tempo orsono scrissi un editoriale per sostenere che, a mio giudizio, in Italia giravano troppe armi. E che purtroppo - in quei cinque minuti di follia che possono capitare a chiunque, me compreso, l’arma poteva trasformare gli uomini in assassini. Un’analisi ragionevole la quale, infatti, fu largamente condivisa. Ma che provocò la vibrata protesta di molte associazioni: dagli amici della pistola, agli amanti del bersaglio, ai fanatici del grilletto (mai avrei creduto che ce ne fossero così tante) fino ai teorici della giustizia fai-da-te. Tutti a dire che avere un’arma era cosa doverosa e giusta e che le mie parole criminalizzavano persone perbene e semplici collezionisti, che avevano la passione delle armi come altri avrebbero potuta averla di trenini, farfalle o francobolli. Collezionisti. Peccato che collezionista (sette armi nella sua vetrinetta) fosse anche il “probo” signore che nel veronese pochi giorni orsono ha sterminato la famiglia. Peccato anche che l’Eurispes nel suo rapporto del 2008 reso noto alcuni giorni orsono, ha detto che in Italia ci sono 10 milioni di armi regolarmente denunciate (escluse quelle della criminalità e del mercato nero) e che ci sono 4 milioni di famiglie che hanno un’arma in casa. Un “arsenale bellico parallelo” è stato definito. Giro d’affari? Due miliardi di euro all’anno. Continuo a pensare che questi proprietari di armi siano al 99.9% persone perbene. Ma penso che di armi ne girino troppe. E la cronaca nera, purtroppo, non smentisce la mia teoria. Anzi, la rafforza.