gli articoli di Gianni Cipriani


 


Il sonno della ragione si alimenta anche
con la paura


In un bellissimo saggio di alcuni anni orsono, il professor Sartori parlò della trasformazione dell’ “homo sapiens” in “homo videns”. Là dove questo processo è stato individuato nel fatto che il “visibile” è sempre più prevalente sull’intelligibile e, di conseguenza, la capacità di astrazione, di comprensione della complessità viene progressivamente meno. Esiste quello che si vede, il resto no. A dire il vero, il ragionamento di Sartori riguardava soprattutto la televisione e la diffusione del “sapere per immagini”, considerato fonte di impoverimento culturale.
Io credo che la fenomenologia dell’ “homo videns” sia in qualche modo indipendente dalla televisione e possa essere interpretata facendo ricorso agli strumenti della psicologia sociale, che poi sono quelli su cui si basano la propaganda e la disinformazione: esiste solo ciò che appare (indipendentemente da ciò che “è”) la complessità va ridotta a slogan (come insegnava Goebbles) la paura è la pre-condizione emotiva per far accettare situazioni e comportamenti altrimenti inaccettabili. Quindi il “videns” non è solo il telespettatore moderno, ma colui che scruta l’evidente e nello stesso tempo ignora il reale. Il susseguirsi delle “bolle” emotive e comunicative degli ultimi tempi ne sono la prova evidente. So perfettamente che oggi la “pancia” ha molto più appeal della ragione. Ma credo anche - come disse (e illustrò) Francisco Goya - che il sonno della ragione genera mostri. Anche se impopolare, mi sembra doveroso ricordarlo. Proprio di questi tempi. Anzi, soprattutto.

Gianni Cipriani
Direttore Responsabile DNews
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